NAPOLI – Oltre 400 partecipanti, 40 speaker, 18 aziende partner e due giornate di confronto dedicate alle tecnologie che sostengono il funzionamento dell’economia digitale. Grande successo per la seconda edizione di NeAcademy e DataFest, gli appuntamenti dedicati a telecomunicazioni, cloud computing, Data Center, intelligenza artificiale e infrastrutture digitali che si sono tenuti presso l’Aula Magna della Scuola Politecnica e delle Scienze di Base dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. L’iniziativa ha riunito studenti, professionisti, operatori ICT e Telco, aziende, rappresentanti del mondo accademico e hyperscaler nazionali e internazionali, confermando il crescente interesse verso temi che stanno ridefinendo il futuro delle reti, dei servizi digitali e delle infrastrutture tecnologiche.
La prima giornata, dedicata a NeAcademy, ha avuto una forte impronta formativa, con l’obiettivo di favorire il dialogo tra università e industria e offrire agli studenti una visione concreta delle professioni e delle competenze richieste dal mercato. Al centro degli interventi temi come Internet Exchange Point, peering e interconnessioni, sicurezza del routing, infrastrutture cloud, monitoraggio delle reti e applicazioni dell’intelligenza artificiale nel settore delle telecomunicazioni.
Presenti come relatori alcuni dei maggiori professionisti di realtà nazionali e internazionali, come Namex, Fiber Telecom, Aruba, Cisco, Oracle e ITNOG, che hanno condiviso esperienze e scenari legati all’evoluzione delle reti e dei servizi digitali.
La seconda giornata, con DataFest, ha, invece, approfondito le trasformazioni che stanno interessando cloud, Data Center e infrastrutture distribuite attraverso quattro panel dedicati a content delivery, edge computing, sostenibilità energetica e modelli multi-cloud. Tra i protagonisti dell’evento Philippe Tripodi di MainStreaming, Sabino Titomanlio di FiberCop, Federico Iezzi di Google, Adolfo Pica di Amazon Web Services e Stefano Novara di Fastweb.
Dai diversi interventi è emersa una visione condivisa: il futuro delle infrastrutture digitali sarà sempre più distribuito, interconnesso e orientato alla prossimità del dato. Cloud, reti, Data Center e intelligenza artificiale non rappresentano più ambiti separati, ma elementi di un unico ecosistema chiamato a garantire prestazioni, resilienza, interoperabilità e sostenibilità.
«NeAcademy nasce con l’obiettivo di creare un ponte concreto tra il mondo accademico e quello delle telecomunicazioni, del cloud e delle infrastrutture digitali», afferma Federico Santulli, CEO di NHM e YOUCALL. «Oggi moltissimi studenti affrontano percorsi di studio eccellenti, ma spesso non hanno l’opportunità di entrare realmente in contatto con tematiche che stanno trasformando il mercato. L’idea è avvicinare le nuove generazioni a un ecosistema industriale che evolve velocemente e che richiede competenze sempre più trasversali».
«Il valore principale di NeAcademy è creare connessioni reali tra talenti e imprese» – prosegue Santulli – vogliamo costruire un ecosistema dove università e imprese non siano mondi separati, ma parti dello stesso percorso di crescita. L’obiettivo è raccontare non soltanto la tecnologia, ma il cambiamento industriale ed economico che questa tecnologia sta generando».
Sulla scelta di Napoli come sede della manifestazione interviene Francesco Taurino, co-founder di DataFelix: «Con DataFest abbiamo scelto di riunire aziende, operatori e professionisti del mondo delle telecomunicazioni, dei Data Center e delle infrastrutture digitali per creare un momento di confronto aperto tra i principali player del settore. Molti degli appuntamenti dedicati a questi temi si svolgono tradizionalmente in città come Roma o Milano. Portare un evento di questo livello a Napoli significa creare prossimità, offrire nuove opportunità di partecipazione e contribuire alla crescita dell’ecosistema tecnologico regionale».
Un messaggio condiviso anche da Santulli: «Napoli rappresenta un punto strategico naturale per questo tipo di iniziative. Ospita alcune tra le più importanti eccellenze universitarie del Paese, dispone di competenze, ricerca e capitale umano e sta vivendo una fase di forte fermento tecnologico e infrastrutturale. La città ha tutte le caratteristiche per diventare un hub strategico del Mediterraneo».
Nel corso della manifestazione è arrivata anche una importante conferma sul fronte accademico. Il professor Nicola Pasquino, docente dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, ha annunciato la volontà di proseguire il percorso di collaborazione con NeAcademy e DataFest anche nei prossimi anni, consolidando un progetto che continuerà a trovare spazio presso l’Ateneo napoletano.
L’edizione 2026 si chiude così con numeri in crescita, una partecipazione superiore rispetto all’anno precedente e l’obiettivo condiviso di rafforzare ulteriormente il ruolo di Napoli come luogo di incontro tra formazione, innovazione e sviluppo delle infrastrutture digitali.
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